Giovedì 24 luglio 2008
Nel rinnovare l’invito ad accedere alla Sezione “Leggere di Corsa” nella quale potrete trovare poesie, racconti ed aforismi sul nostro sport preferito, pubblichiamo in esclusiva un racconto del nostro Danilo Mazzone che ringraziamo. Speriamo che questo sia solo l’inizio…
Buona lettura
UNA BRUNETTA SCATENATA
Un primo pomeriggio d’Estate, o una fine mattinata (fate voi) al campo scuola. Il custode faceva il sugo. “Cosa dici, all’arrabbiata o all’amatriciana?”, fece l’amico della sesta corsia, mentre l’afa sembrava farsi ancora più pesante.
Gli aromi culinari creavano una sorta di colla appiccicosa che, con i suoi tentacoli, arrivava nelle fibre tessili prima, quindi in quelle muscolari. Ora , la pastasciutta si legava al nome di una corsa su strada nell’Alto Lazio, cioè l’Amatrice ( in realtà, potevano prendervi parte anche le atlete assolute)-Configno, alla quale avevano preso parte almeno due Brunetti : Stefano (2h11’ e pochi sulla maratona negli anni Ottanta) e Amerigo, mezzofondista di buon valore dell’Atletica Frascati (e giù bisbocce, non nel senso di due volte rotondità, ma bevute in ambiente scanzonato).
Invece, in quei giorni alla ribalta era venuto il nemico dei fannulloni, la Brunetta scatenata, il volto disumano del front, back e mazziat office, il Caron dimonio del girone degli accidiosi delle pratiche. Brunetta, ma non Bruna Genovese, attenzione! Tra l’altro, lei è bionda e trevigiana, e comunque sempre meglio lei della Brunetta Raimonda: “Accidenti, riesci a forzare il ritmo nonostante il caldo….continuò l’amico. Hai davvero una bella C.E.R.A., sembri RICCO’ di energie come ai bei tempi nei quali facevi 1h08′ sulla mezza.
Eh Dani?”. “Quelli erano gli Anni Ottanta”, rispose quest’ultimo. “C’è qualcosa in comune con il 2008, sai?”. “Davvero?”, fece l’amico: “Certo, anche adesso si canta “Luglio col bene che ti voglio”, visto che c’è sempre Del Turco agli onori della cronaca”. “Oseresti dire che il welfare state non è in crisi?”. “E’ in crisi, è in crisi.
Adesso mi tocca fare un concentrato di corsa media , ripetute, fartlek in un’ora sola, capito?”. “Un’ora sola ti vorrei…..”, parafrasò l’amico. “Questo per colpa dei tuoi amici del Centro Destra, che ti fanno stare a casa, in caso di mutua, dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. Così, non posso più fare il Giro dei TREMONTI, allla sommità del quale c’era il cartello ammonitore dal titolo: “Ragazzi, non dopatevi, dovete BERSANI. Anni fa c’era scritto BER…TINOTTI, adesso è tornato di moda BER..LUSCONI”.
“Perché, adesso sei sotto mutua?, fece l’amico, evitando all’ultimo momento un ostacolo lasciato in pista. “Se sei malato, non puoi correre”. “E’ qui che cade tutto il tuo facile qualunquismo. Sai bene che la corsa sviluppa le endorfine…”. “Beh, certo che lo so! Corre anche quel pezzo grosso di Aleeanza Nazionale, l’onorevole ENDORFINI…”. “Beh, insomma, correndo stai bene e ti ricrei con un senso di benessere, quindi ti ri-crei per prepararti come di dovere al tempo del lavoro vero…certo che mi tocca fare tutto di fretta, devo essere a casa entro le 14, così da essere presente se, putacaso, si presentasse il dottorino della visita fiscale”. “Magari lo mandano da Cuneo”, suggerì l’amico allargandosi per evitare un altro ostacolo: “…. Sai, si fa un gran parlare di Cuneo fiscale! E se questo dottorino ti trovasse ancora ansimante, con la canottiera…gli racconteresti ancora la storia della corsa rigenerante?”.
Adesso l’aroma del sugo era stato sopraffatto, vinto, proprio sul filo dei centesimi, da un miasmo fritto… “Quest’anno vanno di moda le tortillas- mormorò Dani- del resto, gli è andata bene anche per i regali della nostra difesa….ma , a un certo punto, se l’allenatore si chiamava DONADONI, era una sorta di Babbo Natale del calcio, no?”.
“Tu, proprio tu, che hai sposato da anni la causa del podismo- e l’amico scansò la radice di un albero che ormai aveva squarciato il tartan come in un B movie di fantascienza ma, si sa, per un podista DOC tutto fa brodo- pensi a quei privilegiati del football?E noi qui a faticare tutti i giorni, veri proletari dello sport?”. ” E cosa, vuoi fare la rivoluzione lattacida? Vuoi la dittatura del mezzofondariato?- disse Dani evitando all’ultimo momento il molosso del custode - tanto noi faremo sempre parte di una cultura marginale, siamo espressione pura e semplice di tempo libero. Niente di più. Le nostre rabbie, i nostri desideri, durano il tempo di 1h- 1h e mezza, quando è tanto due ore”.
Il silenzio fu squarciato dal rumore di un tuono. Il cielo si aprì e , squarciate le nubi, un raggio di luce illuminò la vetta del Monte Fasce. In quel momento lui era sulle creuze e sulle mattonate. Saliva senza fatica verso la vetta, verso le croci dei ripetitori.La vita era quella, forse. Sognava un’altra cosa, un’altra esistenza: poteva essere lui, accompagnato dalla fatica, arbitro del suo destino? Poteva elevarsi al di sopra dei ghigni degli uffici, delle telefonate cariche di pause, di ambiguità ? Forse, solo un’ora al giorno……
Non sapere che cosa è avvenuto prima di noi è come rimanere sempre bambini (Cicerone)
Danilo Mazzone